Diol Kadd - Senegal - Ultimo aggiornamento

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Come avete appena letto, abbiamo stabilito una collaborazione tra
 La Piroga e Takkuliguey ed è Mandiaye che ci rappresenta in tutti i rapporti con
i centri di recupero e con le istituzioni.
E’ la più preziosa collaborazione che potessimo trovare.
Nei prossimi mesi il gruppo lavorerà coi ragazzi di strada, preparerà lo spettacolo che porterà in Italia quest’estate e naturalmente lavorerà intensamente al progetto Diol Kadd!

A questo progetto si sta interessando anche l’Università di Bologna :  il professor Gianni Celati sta preparando un film e la nostra amica Linda Pasina (che ha vissuto alcuni mesi al villaggio) si laureerà a giorni con la tesi intitolata
Diol Kadd : un cortile nella savana.
Vi comunicheremo quando la tesi sarà messa in rete.

Quest’anno ho visitato gli orti e la scuola elementare e sono rimasta allibita.
Vi dico solo che dei 500 abitanti circa che conta il villaggio, 200 sono alunni della scuola elementare ! E vi dico che gli insegnanti dormono in terra nella stanzetta che funge da segreteria perchè sarebbe improbabile arrivare da 20 o 30 km di distanza, la mattina alle otto su un carretto tirato da un cavallo.
Sono pagati poco o niente ed è una specie di volontariato, ma vi assicuro che sono sereni,   sorridenti e molto  soddisfatti del lavoro che fanno.
C’è ancora una classe che manca di tre pareti e del tetto (li hanno fatti di paglia) e c’è una sola, minuscola latrina per le 200 e più persone, ma sono tutti orgogliosi della loro scuola.

Vi allego, nella Galleria fotografica, alcune foto che mi ha dato Mandiaye della festa di fine anno della scorsa estate.
 Oltre al nostro inno nazionale, potete vedere la solennità con cui vengono consegnati quaderni e biro  portati dagli italiani e i vestiti rosa,, fatti gratuitamente dalle donne del villaggio per il gruppo di ragazze che si è esibito in un piccolo spettacolo.

Vorrei chiudere comunicandovi una sensazione che è diventata praticamente fissa da quando sono rientrata : l’entusiasmo, l’impegno e la serenità con cui quelle persone raggiungono i loro risultati, sono rimasti profondamente impressi dentro di me e mi hanno provocato, appena rimesso piede in Italia, un violento moto di rifiuto e di nausea per l’indifferenza, la chiusura, l’insoddisfazione, la tristezza e la pigrizia  che dilagano quasi ovunque.
Dico quasi  perchè io sono ottimista e  come Diogene, vado in giro col mio lanternino a cercare  i sopravvissuti.
Non si notano subito e non fanno notizia, ma sono più di quanti si pensi ed è per questo che ho costruito La Piroga , fermamente decisa  a riempirla di passeggeri.
 

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